La dieta oloproteica.

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Dieta oloproteica

Quando si tratta di diete dimagranti, c’è uno sterminato universo di teorie più o meno affidabili, ma soprattutto tantissimi percorsi che una persona può provare, nella speranza di imboccare quello giusto. Ormai, oggi esiste una dieta per tutti, pronta a soddisfare le esigenze di ognuno, da quelle più disperate a quelle meno gravi.

Programmi personalizzati, attività fisica, prodotti che aiutano l’organismo a non assorbire troppi grassi o a bruciarli più velocemente, è una Babele di esperti e metodi miracolosi che promettono risultati strabilianti.

Tuttavia, l’unica vera strada da seguire quando si deve perdere peso, è quella di una dieta rigorosa che non garantisca i famosi sette chili in sette giorni, ma aiuti la persona ad assumere nuove abitudini alimentari, permettendole di cambiare vita.

Una di queste è la dieta oloproteica, già esistente nel secolo scorso e ideata da un’equipe di studiosi italiani con l’obiettivo di assicurare un calo ponderato del peso, senza andare incontro a rischi per la salute.

Che cos’è la dieta oloproteica

La dieta oloproteica è una terapia alimentare che garantisce un calo del peso sicuro ed efficace, andando a lavorare soltanto sulla massa grassa, senza danneggiare quella muscolare.

Solitamente, viene suddivisa in tre fasi: la prima dura 21 giorni, ovvero tre settimane ed è il momento più delicato, perché è la fase più drastica, ma durante la quale si perde più peso; la seconda fase prevede un arco di 42 giorni e prevede il lento reintegro di alcuni alimenti, tra cui una minima parte di carboidrati; infine, la terza è quella della normalizzazione dell’alimentazione, vale a dire il momento in cui vengono inseriti nuovamente tutti i cibi, ma nella quantità indicata e stabilita dal proprio medico.

La dieta oloproteica è conosciuta anche come liposuzione alimentare, a causa degli straordinari effetti nel combattere le adiposità localizzate, con particolare attenzione alla zona gluteo-femorale per le donne e all’addome per l’uomo.

Se viene seguita alla lettera, inoltre, questa dieta impedisce il fastidioso effetto yo-yo e, quindi, il recupero graduale del peso perso. Come già accennato, la dieta oloproteica è un’idea made in Italy, nata da un’iniziativa del professor Giuseppe Castaldo, responsabile dell’U.O. di Dietologia e Nutrizione presso la Clinica dell’A.O.R.N. “San Giuseppe Moscati” ad Avellino.

Nel corso degli anni, questo metodo è stato sperimentato e testato in diversi Paesi del mondo, tra cui naturalmente anche l’Italia, e tutti hanno confermato l’efficacia del modello dietetico.

Si tratta di una terapia che deve essere prescritta dal proprio medico, il quale deve, inoltre, assumersi la responsabilità di monitorare i progressi del paziente settimana dopo settimana.

È un trattamento ideale soprattutto per quei casi gravi di obesità, in cui c’è bisogno di un attacco immediato, che rappresenta soltanto l’inizio di un percorso lungo e complesso, atto ad abituare la persona a un regime alimentare corretto e molto diverso da quello che l’aveva portata all’obesità.

I vantaggi della dieta oloproteica

Rispetto ad altre diete simili e soprattutto a quelle conosciute come diete proteiche, la dieta oloproteica ne condivide le basi, ma possiede molti più vantaggi sia in termini di sicurezza che di gestione e costi.

Innanzitutto, prevede che l’assunzione quotidiana di proteine sia divisa in due, ovvero per il 50% tramite integratori in polvere, costituiti in gran parte da sieroproteine arricchite con aminoacidi, e per la restante metà attraverso il consumo di alimenti naturalmente proteici come carne e pesce, nell’adeguata quantità proporzionata al proprio peso.

In questa maniera, la dieta impedisce l’eccessivo consumo di proteine, comune in altre diete, soprattutto quelle fai-da-te, che nel lungo tempo potrebbero trasformarsi in grasso e causare l’affaticamento dei reni.

Un altro aspetto importante della dieta oloproteica riguarda l’assunzione di zuccheri, che è compresa tra i 10 e i 20 grammi al giorno, presi soprattutto da verdure e ortaggi, e l’assunzione di grassi pari, invece, a soli 10 grammi al giorno e derivanti dai 2 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva concessi per condire i pasti.

A completare questo preciso e delicato processo, la dieta prevede anche delle specifiche integrazioni, tramite l’assunzione di minerali alcalinizzati per facilitare la fase metabolica, di minerali come il magnesio, il potassio e il calcio che vengono, spesso, persi durante un regime alimentare dietetico e di vitamine, specialmente Omega 3.

In questo modo, l’organismo non risentirà della fatica e si abituerà gradualmente al cambio di alimentazione, senza andare incontro ad alcuno choc, anche grazie agli almeno due litri d’acqua al giorno che bisogna bere.

Oltre a far dimagrire, la dieta oloproteica porta altri benefici al nostro organismo, in particolare riduce i fastidi legati alla sindrome premestruale nelle donne, perché stimola la sintesi di GH, riduce la ritenzione idrica e i problemi legati alla circolazione linfatica e venosa, riduce il senso di fame già dopo 48 ore dall’inizio della dieta, combatte la cellulite grazie all’azione lipolitica e mantiene il tono muscolare nonostante la rapida discesa di peso, che può arrivare a fino a tre o quattro chili a settimana.

Esempio di dieta oloproteica

Stilare un modello di dieta oloproteica indicando gli alimenti da consumare durante il periodo è impossibile, perché soltanto il proprio medico potrà dare queste specifiche indicazioni, però è possibile riassumere uno schema tipico di questo regime alimentare.

Prendendo come esempio un soggetto maschile alto un metro e ottanta e del peso di 100 chili, si può calcolare il fabbisogno proteico giornaliero moltiplicando il peso per 1,5, quindi 150 grammi di proteine.

Questo numero, va poi diviso per due, perché, come scritto sopra, metà vanno assunte tramite gli integratori e metà tramite il cibo. Di conseguenza, 75 grammi di proteine verranno assunte, nell’arco della giornata, bevendo integratori specifici, mentre gli altri 75 dividendoli tra colazione, pranzo e cena: si può pensare, per esempio, di mangiare 60 grammi di bresaola a colazione, che corrispondono a 16 grammi di proteine, 150 grammi di merluzzo a pranzo, ovvero circa 30 grammi di proteine, e 100 grammi di petto di pollo arrostito a cena (altri 30 grammi di proteine).

Per quanto riguarda, invece, la quantità di carboidrati e zuccheri da assumere quotidianamente, questi ultimi dovranno derivare da frutta e verdura, mentre per i carboidrati, sarà il medico ad indicare quali consumare, quando e in quale quantità.

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